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IlSimposioDegliSchiavi 
Qui nessuno è servo o padrone, siamo tutti dolcemente schiavi dei nostri sogni
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Io Conosco poeti che spostano i fiumi con il pensiero
e naviganti infiniti che sanno parlare con il cielo




E tu vuoi viaggiarle insieme,
vuoi viaggiarle insieme ciecamente




Il colore è un mezzo per esercitare sull'anima un influenza diretta.
Il colore è un tasto, l'occhio il martelletto che lo colpisce, l'anima lo strumento dalle mille corde.





Mi dicevano il matto perchè prendevo la vita da giullare, da pazzo, con una allegria infinita. D'altra parte è assai meglio in questa tragedia ridersi addosso, non piangere e mutarla in commedia.









Tutto, laggiù, è ordine e beltà
lusso, calma e voluttà.




Vorrei essere il verbo "Credere" e non deluderti mai




Una banana è per sempre!


 

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29 maggio 2008

Un Gioco

 

Una volta c’era una volta celeste. Era vuota e volgeva il suo viso al volto della terra.

Poi venne il giorno che era quasi l’alba. Aveva un cappello bucato che dentro ci pioveva buio e ci pioveva tanto forte che esplose di vita e venne la notte.

Con un paio di tramonti si pettinava la notte. Ciao, guarda che hai lasciato qualche capello lì sulla terra gli disse il giorno. Si certo, disse la notte, si chiamano sospiri.

Dobbiamo finire di giocare, gli disse il giorno. Si giocheremo domani, ora lasciami a me stessa che è notte, disse la notte. Ma io sono il giorno, disse il giorno, io sono domani quando voglio.

Ti pettino io, disse il giorno, e conto i sospiri che ti cadono dal capo come fanno quegli uomini lì sulla terra. Gli uomini contano i sospiri? Chiese la notte. No, rispose il giorno, contano i capelli dei loro giorni e sospirano.

Guarda, disse la notte, giocando abbiamo fatto il cielo.

È vero, disse il giorno, ho un cappello pieno di buio e tu capelli vivi di luce.

E gli uomini lì sulla terra continuanoa sospirare




permalink | inviato da IlSimposioDegliSchiavi il 29/5/2008 alle 1:35 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
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