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Qui nessuno è servo o padrone, siamo tutti dolcemente schiavi dei nostri sogni
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Io Conosco poeti che spostano i fiumi con il pensiero
e naviganti infiniti che sanno parlare con il cielo




E tu vuoi viaggiarle insieme,
vuoi viaggiarle insieme ciecamente




Il colore è un mezzo per esercitare sull'anima un influenza diretta.
Il colore è un tasto, l'occhio il martelletto che lo colpisce, l'anima lo strumento dalle mille corde.





Mi dicevano il matto perchè prendevo la vita da giullare, da pazzo, con una allegria infinita. D'altra parte è assai meglio in questa tragedia ridersi addosso, non piangere e mutarla in commedia.









Tutto, laggiù, è ordine e beltà
lusso, calma e voluttà.




Vorrei essere il verbo "Credere" e non deluderti mai




Una banana è per sempre!


 

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Diario
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12 aprile 2008

Burattini di Mollica

                                                            


Viveva un tempo una vecchia signora che non aveva da mangiare perché c’era la guerra. Aveva poco pane, ma non lo mangiava, ne raccoglieva la mollica indurita, la bagnava e la modellava costruendo minuscoli burattini. Con le croste ammuffite costruiva un teatrino, un teatrino piccolissimo, poi, senza pensare troppo, con quegli omini iniziava agiocare e a inventare storie da racontare a chi voleva ascoltarle.

A me piace pensare che quel teatrino minuscolo esista ancora, da qualche parte. Che il pane non si sia sbriciolato, che i suoi personaggi siano ancora bianchi come la mollica.

Un sipario di polvere ne scandisce le pause, ma nella polvere ci si vede attraverso, e si vedono quei minuscoli omini che si riposano o che si danno da fare per un nuovo spettacolo. E sono circensi e comici e arlecchini e amleti, e sono maschere antiche e voci nuove.Cosa importa. La polvere mescola tutto.

Ma c’è un bisogno che li muove, una necessità che è più importante del respiro. Perché si può trattenere il fiato ma non si può smetetre di recitare, di indossare maschere. Si può non mangiare per tutta la vita, ma non si può evitare di raccontare storie, di inventarne di nuove, di sbriciolarsi in un oceano di parole e forme…

E cercano appigli, quelle parole, e terreni arati per mescolarsi coi semi. Un suono articolato da una voce, un gesto, i più piccoli, annientano e risorgono il mondo.

Ci sono degli omini minuscoli, di mollica di pane, ce ne sono mille e mille e infiniti, in ogni vibrare, dove c’è movimento ci sono e abitano dove c’è silenzio. Tutto parla e muove qualcosa. Non si può non comunicare. Ogni cosa è percepibile da qualcos’altro, ogni cosa è una recita infima e infinita, ogni cosa è occhio e bocca e colore.

C’è un teatrino di croste ammuffite, ed è culla d’esistenza, perché il trasmettere è sangue, l’ostentare è muscoli, il dramma è scheletro e ossa, e la pelle, la pelle, è tutto ciò che vibra e riflette e divora e mastica e mostra di nuovo come uno specchio rotto che non ti offrirà mai di nuovo identico ciò che gli affidi.

Ed è questo ciò che è straordinario, che mai nulla resta uguale e mai vi sono due cose identiche una all’altra, ma è tutto un miscuglio di attimi eterni e inossidabili che in sè restano identici a loro stessi, ma diversi da tutti gli altri e ognuno percependoli li veste di sfumature diverse e tutto si trasforma.

C’è una parte per ognuno, che ognuno deve cercare e nasce e si forma quando la ricerca inizia e mai nessuno la trova completamente, e sempre si trova a recitare in panni che non sono mai perfetti, che forse starebbero bene a qualcun altro, o forse non starebbero bene affatto, ma cosa importa, l’importante è muoversi nello spettacolo senza confini, o restare fermi anche se si vuole, perché anche l’immobilità è generata e genera.

Una vecchia signora, tanto tempo fa, ha costruito un teatro di pane, perché far muovere i suoi omini e muoversi con loro era il suo cibo. La signora non c’è più, forse, ma da qualche parte non si sa dove, l’aria è ancora mossa dai corpi e dalle voci dei suoi omini, perché nulla viene mai cancellato, ma tutto viene assorbito e rimodellato.

                 Fizzi




permalink | inviato da IlSimposioDegliSchiavi il 12/4/2008 alle 2:43 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
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