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Qui nessuno è servo o padrone, siamo tutti dolcemente schiavi dei nostri sogni
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Io Conosco poeti che spostano i fiumi con il pensiero
e naviganti infiniti che sanno parlare con il cielo




E tu vuoi viaggiarle insieme,
vuoi viaggiarle insieme ciecamente




Il colore è un mezzo per esercitare sull'anima un influenza diretta.
Il colore è un tasto, l'occhio il martelletto che lo colpisce, l'anima lo strumento dalle mille corde.





Mi dicevano il matto perchè prendevo la vita da giullare, da pazzo, con una allegria infinita. D'altra parte è assai meglio in questa tragedia ridersi addosso, non piangere e mutarla in commedia.









Tutto, laggiù, è ordine e beltà
lusso, calma e voluttà.




Vorrei essere il verbo "Credere" e non deluderti mai




Una banana è per sempre!


 

Diario |
 
Diario
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10 febbraio 2008

Divagazioni sull' Isola

 



-Si è vero, la conoscono tutti, la hanno vista tutti adagiata su quel dipinto, hanno detto un sacco di cose, ognuno la sua. Si inventano talmente tante cose. Solitamente più la verità di un immagine è certa, più ci si trova da dire, da rimestare da, bisbigliare,da declamare…

-ma cosa significa? Per chè isola dei morti?

-oh ma il nome non importa, avrebbe potuto chiamarsi isola dei vivi, non sarebbe cambiato. I nomi delle cose sono solo invenzioni

-eppure…

-è un isola piccola piccola, uno scoglio qualunque, nascosto nel mare, non importa dove sia, bisogna viaggiare per arrivarci. Un lungo viaggio, di quelli dove si imparano tante cose, dove si imparano le cose più importanti sotto il vento che ti parla e ti percuote e ti addormenta…eppure lì intorno le onde sono sempre addormentate, senza ragione apparente, e probabilmente se ci si immerge nell’acqua si riuscirebbe con tranquillità a toccare il fondo con la punta delle dita, a raccogliere un po di quella terra scura che vi giace, a portarla stretta nelle mani fino alle carezze di uno di quei rarissimi raggi di sole che giocano a indorare la solidità delle rocc e

-e ci vorrebbe un galeone con mille vele per afrrivarci!

-ma no! Non conta la ricchezza del legno, e neanche l’ampiezza delle vele, l’importante sono i respiri che servono a gonfiarle. A volte neppure servono le vele, basta che ci sia qualcuno che ti tiene per la mano.

-ma una barca così piccola come quella che hai dipinto, come ha fatto a giungere fin lì?

-e chi ti dice che stia arrivando, può darsi che sia appena partita.

-ma io credevo che in quell’isola ci si potesse solo arrivare…

-hai mai provato a rialzarti dopo esser caduto? A perderti di nuovo dopo esserti ritrovato? Le barche vanno, le barche vengono, basta aver nelle vene il sogno per tornare a viaggiare…

-un luogo di transito dunque?

-un luogo e basta, senza nome, non c’è bisogno di chiamare ogni cosa per dargli un senso e una ragion d’essere…

-e cosa c’è di preciso sull’isola?

-ma forse nulla di così rilevante in fondo: qualche bel cipresso, alto, sempre verde, c’è un po d’ombra, sì, ma anche nel prato più luminoso c’è sempre un briciolo d’ombra. Quei bei cipressi, che conoscono il sapore della terra e della roccia. E’ fra i loro rami che ogni tanto si impiglia il vento per lasciarsi riposare. Poi ci sono quelle case vuote, case di nessuno e di chi vuole. Case di chi le chiama case per una notte o per un anno o per una vita.

-Il cielo è così cupo, mette i brividi…

-cosa vuoi farci? Non è sempre terso neppure su quell’isola, eppure se cerchi bene nel grigio ci sono sfumature nuove per cui vale la pena fermarsi a guardare, ti potrebbe anche sembrare, se lo fissi con la mente sgombra, che dietro quel muro opaco sorrida qualche scintillio di stella…

-ma non era giorno?

-notte o giorno vivono insieme, sta agli occhi di chi approda discernere e scegliere.

-e quel timoniere vestito di bianco, perché non mostra il suo volto? chissà cosa nasconde?

-ma perché quel volto ne ha infiniti insieme, potrebbe essere chiunque. Ognuno può essere timoniere, e quel passeggero che stringe i remi forse un giorno lo è stato a sua volta in un altro viaggio, e forse è stato lui stesso, che ora è passeggero, a indicare la strada a chi adesso veste di bianco…

-cosa assai bizzarra…

-affatto…l’importante nel viaggio e non imbarcarsi mai da soli

                                                                                                                                         
                                                                                                        Fizzi e Arnold (che mi perdonerà per l'innocuo scherzo)




permalink | inviato da IlSimposioDegliSchiavi il 10/2/2008 alle 23:41 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
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