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Qui nessuno è servo o padrone, siamo tutti dolcemente schiavi dei nostri sogni
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Io Conosco poeti che spostano i fiumi con il pensiero
e naviganti infiniti che sanno parlare con il cielo




E tu vuoi viaggiarle insieme,
vuoi viaggiarle insieme ciecamente




Il colore è un mezzo per esercitare sull'anima un influenza diretta.
Il colore è un tasto, l'occhio il martelletto che lo colpisce, l'anima lo strumento dalle mille corde.





Mi dicevano il matto perchè prendevo la vita da giullare, da pazzo, con una allegria infinita. D'altra parte è assai meglio in questa tragedia ridersi addosso, non piangere e mutarla in commedia.









Tutto, laggiù, è ordine e beltà
lusso, calma e voluttà.




Vorrei essere il verbo "Credere" e non deluderti mai




Una banana è per sempre!


 

Diario |
 
Diario
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20 febbraio 2007


                     Notte alla Casetta Nei Giunchi

 

 Con:

Giuseppe Ungaretti “Il Restio”

Carlo Bodlerio “L’Amante”

Gabriele D’annunzio “Il Birichino”

Alda Merini “L’Incompresa”

Aldo Giurlani “Il Pazzerellone”

Giacomo Leopardi “Il Giovane che Amava la Luna”

Eugenio Montale “Il Coraggioso”

Ludovico Ariosto “Il Caro Cantastorie”

Guglielmo Sciachespirio “il Non Corrisposto”

Francesco Petrarca “Il Dissidioso”

Gaio Valerio Catullo “Il Misterioso Cavaliere”

Durante Degli Alighieri “Il Saggio Amico”

 

Con la partecipazione speciale di:

Enrico Cavacchioli nella parte di “Quello che Voleva Dormire”

 
(Nessuna delle seguenti battute è stata inventata o modificata: tutte sono state prese dalla varie opere dei suddetti poeti e drammaturgi così come essi le hanno scritte)

 

Atto 1

E' Sera inoltrata alla casetta di giunchi, una simpatica e cordiale catapecchia in legno solitaria fra giunchi colline everzure.
Giuseppe, come ogni sera, desidera allontanarsi dalla casetta per cercare l’ispirazione. Ma deve ogni volta fare i conti con una fastidiosa presenza

 

Giuseppe:Chi mi accompagnerà pei campi?

 
Carlo: io

 

Giuseppe: Non esiste altra cosa

più squallida

di questa monotonia

 

Carlo: Mio dolore, dammi la mano, vieni

 

Giuseppe: Mi tengo a quest’albero mutilato

 

Carlo:oh, seppi
dirti, e sapesti dirmi, inobliabili cose,
le sere accanto al palpito luminoso dei ceppi.

 

Giuseppe: Uomo di pena,

ti basta un illusione

per farti coraggio

 

Carlo: Io so come evocare i minuti felici,
e rivivo il passato, rannicchiato ai tuoi piedi:

 

Giuseppe:un intera notatta

butatto vicino…

 

Carlo: "Eccoti, alfine!"

 

Giuseppe: Cammina Cammina

 

Carlo: Corriamo all'orizzonte, presto, corriamo, è tardi,
          che non ci sfugga almeno l'ultimo obliquo ardore!

 

Giuseppe: mi oscuro in un mio nido

 

 
Atto II

Gabriele, come ogni sera, invita la sua amica alda ad unirsi nelle sue scampagnate, ma lei cerca altro da lui

 

Gabriele: Amica tu verrai

               furtiva nel verziere

               Hanno i consci rosai

               Ombre profonde e nere

 

Alda: A me piacciono gli anfratti bui
         Delle osterie dormienti

 

Gabriele: O amica, senz’alcuna

               Tema verrai: le rose

               Avran laterbe ascose

               Per lor sorella bruna

               Come sorga la luna

 

Alda: Spazio, spazio, io voglio tanto spazio

 

Gabriele: Ascolta.

 

Alda: Spazio, datemi spazio

         Ch’io lanci un urlo disumano

 

Gabriele: Taci.

 

Alda: ...

 

Gabriele: E andiam di fratta in fratta

               Or congiunti or disciolti

               Chi sa dove , chi sa dove!

 

Alda: Mi chiedo se la mia disperazione

          Sia paria alla tua assenza

 

Gabriele: Taci

 

Alda: Ho bisogno di fiori detti pensieri

         Di rose dette presenze

         Di sogni che abitino gli alberi

 

Gabriele: Guarda: ho le chiome violette come le prugne

 

 

Atto III

Nella casetta fra i giunchi, come ogni sera, i coinquilini si intrattengono in docili colloqui amorosi

 

Guglielmo: Silenzio! Quale luce irrompe da quella finestra lassù?

 

Giacomo: O graziosa luna, io mi rammento…

 

Guglielmo: La luna splende di tutto il suo lume.

 

Giacomo:Che fai tu, luna, in ciel?

 

Guglielmo:No, sono troppo audace; non parla a me!

 

Durante: Ma tu perché ritorni a tanta noia?

 

Giacomo. O mia diletta luna. E pur mi giova…

 

Guglielmo: Guarda come posa la guancia sulla mano!

 

Durante: A te convien tenere altro vïaggio

 

Giacomo: Dimmi, che fai,
                Silenziosa luna?

 

Guglielmo: Oh, fossi un guanto su quella mano
                  e potessi sfiorargli la guancia!

 

Giacomo: O delicata luna, richiamo alla mente…

 

Durante: Non ti curar di loro ma guarda e passa

 

Guglielmo: E com'è? Parlano i suoi occhi! Non parla con me.

 

Enrico: Maledetta la luna, maledetta ella sia!

 

 

Atto IV

Nel frattempo, il caro Ludovico, racconta la sua favola della buona notte ai coinquilini

 

Ludovico:  Mentre costui così si affligge e duole

                 e fa degli occhi suoi tiepida fonte

 

Francesco:Solo e pensoso i più diserti campi

                 Vo misurando a passi tardi e lenti

                 E gli occhi porto per fuggire intenti

                 Ove vestigio uman l'arena stampi.

 

Ludovico: Ecco pel bosco un cavalier venire

                Il cui sembiante è d’uom gagliardo e forte

 

Francesco:pace non trovo…e nulla stringo

 

Ludovico: Disse il cavalier:

 

Gaio: Desinas ineptire

 

Francesco: Erano i capei d’oro a l’aura sparsi

 

Gaio: Se ti ha lasciato, lasciala andare.
         Perché vuoi vivere miserabilmente?

 

Francesco: Miserere del mio non degno affanno

                  Reduci i pensieri vaghi a miglior luogo

 

Gaio: Odi et amo

 

Francesco: Ardo e son un ghiaccio

 

Ludovico: Quel che seguì tra questi duo superbi

                Vo’ che per l’altro canto si riserbi.

 

 

Atto V

La povera Alda, disperata, invia il suo amico Aldo ad uccidere Gabriele, stufa delle sue proposte. Gabriele, venendolo a sapere, si rifugia in casa di Eugenio.

 

Eugenio: S’ode grande frastuono nella via

 

Gabriele: Ma trasalimmo entrambi , udendo sonare una scure

                Colpi iterati,subito, echeggiarono

 

Eugenio: bene non seppi…

 

Aldo: Largo! Largo! Largo!

         Ciarpame! Piccoli esseri

         Dall’esalazione di lezzo,

         Fetido bestiame!

 

Gabriele: Oh perdonami. Io mi sento morire.

                È questa , è questa oggi la sola

                verità

 

Eugenio: Si cammina

               per te su fili di lama

 

Aldo: Il divertimento gli costerà caro

      

Gabriele: Mi soffermo, intento al trapasso

 

Eugenio: Tu balza fuori, fuggi!

 

Aldo: E voi, rimasti pietrificati dall’orrore

         Pregate, pregate a bassa voce,

         Orazioni segrete!

 

Gabriele: Fuggo via!

 

Eugenio: A vortice s’abbatte sul mio capo reclinato…

 

Gabriele: Aspra nel gran silenzio ferìa l’invisibile scure;

 

Aldo: Guardali guardali, come fuggono!

 

Gabriele: Ah perché non sono io co’ miei pastori?

 

Eugenio: Hai ben ragione tu!

 

 

Atto VI

Giuseppe viene portato da Carlo su un erta a guardar le stelle, cercando con mezzi subdoli di accattivare la sua benevolenza…ma invano

 

Giuseppe: Languisco 

                 sotto questa immensa

                 appannata volta di cielo

 

Carlo: E bevi un puro e divin liquore

 

Giuseppe:Sono come la timida barca per l’oceano

 

Carlo: E bevi un puro e divin liquore

 

Carlo: Hai dentro gli occhi l'alba e l'occaso, ed esali
profumi come a sera un nembo repentino

 

Giuseppe: Sono ubriaco d’universo

 

Carlo:E bevi un puro e divin liquore

 

giuseppe: Ore e ore ho trascinato la mia carcassa

 

Carlo:Ricordo!... Ho visto tutto

 

Giuseppe: Sono ubriaco d’universo

 

Carlo: Sdraiati dunque senza pudore…
 che incespichi ad ogni sasso acuto.

 

Giuseppe: Ho bisogno di un qualche ristoro

 

Carlo: Per sollevare un così gran peso,

           Sisifo, il tuo coraggio  ci vorrebbe!

 

Giuseppe: Mi si chiudono gli occhi

 

Carlo: Via da questi miasmi putridi!

 

Giuseppe:…

 

Carlo: Via

 

 

Atto VII

Durante invita Guglielmo a seguirlo in una passeggiata notturna per aiutarlo a distrarsi dai suoi amorosi crucci. Tuttavia i due, raggiunta un erta boscosa, hanno uno spiacevole quanto maleodorante incontro.

 

Durante: Che è quel ch'i' veggio?

 

Guglielmo: Perché me lo chiedete?

 

Durante: Cadea de l’alta roccia un liquor chiaro

               e si spandeva per le foglie

               che 'nfin la` su` facea spiacer suo lezzo

 

 Guglielmo:C’è del marcio…

 

Durante: Or convien che si torca
               la nostra via un poco insino a quella
               bestia malvagia che colà si corca

 

Guglielmo: Datemi una fiaccola, essendo cupo, porterò la luce.

 

Durante: Ecco colui che tutto il mondo appuzza!

 

Giuseppe:…

 

Durante: Pare indegno ad omo d'intelletto

 

Guglielmo: L’odor lo suggerisce

 

Durante: Qual che tu sii, od ombra od omo certo?

 

Giuseppe: …

 

Guglielmo: Essere o non essere..?

 

Giuseppe:…

 

Guglielmo: Ah, questo è grave! Fossi stato io
                   a quel posto, per me era finita!

 

Durante: S'i' ho ben la parola tua intesa

 

Giuseppe:….

 

Durante: Non perder l'ora;
               ma parla, e chiedi a lui, se più ti piace

 

Guglielmo: io reggo il candeliere, e me ne sto a vedere

 

Giuseppe:…

 

Durante: Omai è tempo da scostarsi
               dal bosco; fa che di retro a me vegne

 

Guglielmo: Senza indugio ti seguo…

 

Giuseppe:…

 

Giuseppe:…

 

Giuseppe:…

 

Giuseppe: sono ubriaco di universo.

 

 

Atto VIII

Gabriele e Eugenio, riusciti a fuggire ancora da Aldo per tutta la notte trovano nascondiglio nella casa casetta di giunchi dei loro amici, questi momenti saranno per loro frutto di nuove avventurose esperienze.

 

Eugenio: Raggiorna,lo presento

               Da un albore di frusto

               Argento alle pareti

 

Giacomo: O dolce luna..

 

Gabriele: Taci!

 

Eugenio: è ora di lasciare il canneto

 

Gabriele: Non temere o uomo dagli occhi glauchi

 

Giacomo: O delicata Luna…

 

Gabriele: Taci!

 

Eugenio: Fuori è il sole:s’arresta

               nel suo giro e fiammeggia

 

Gabriele: Nella Belletta i giunchi hanno l’odore

               Delle persiche…

 

Eugenio: è ora di lasciare il canneto..

 

Giacomo: O dolce luna…

 

Gabirle: Taci!

 

Eugenio: è ora di lasc..

 

Gabriele: Toccami

 

Eugenio:…

 

Gabriele: Guarda: ho le chiome

                violette come prugne

 

Eugenio:…

 

Giacomo: O dolce

 

Enrico: Maledetta la Luna!



                                  
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 




permalink | inviato da il 20/2/2007 alle 14:54 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
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